domenica 29 luglio 2012
Andare oltre il declino ...
Comunico di avere oggi aderito all'iniziativa "Fermare il Declino", sperando che ai seguenti obiettivi di "lungo periodo" si aggiungano presto ulteriori "obiettivi di breve" e soprattutto di "medio periodo".
1) Ridurre l'ammontare del debito pubblico
2) Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali
3) Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni
4) Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali
5) Sostenere la capacità di consumo dei lavoratori dipendenti
6) Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d'interesse
7) Far funzionare la giustizia
8) Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne
9) Ridare alla scuola e all'università il ruolo perso da tempo
10)Introdurre il vero federalismo
(da: www.fermareildeclino.it).
venerdì 20 luglio 2012
Andare oltre ... la crisi ...
Ascolto ora dalla radio (senza fare nomi): "I mercati ti attaccano non per la variabile deficit, ma per le variabili crescita e inflazione. Se la seconda è contenuta, relativamente alla prima finora si è solo sbagliato! Poi, le riforme non vanno mai fatte sotto l'attacco dei mercati, perché questi non ti credono, in quanto le fai con la pistola puntata [lo direbbe anche la Psicologia]: vanno fatte nei momenti tranquilli".
Scrivo in "Andare oltre": "Non si dovrebbe arrivare alle sterzate, bensì muoversi per tempo, poiché le sterzate chiamano le controsterzate"!
E ancora dalla radio: "L'Arca di Noè l'hanno costruita dei dilettanti, il Titanic gli specialisti [i tecnici]".
Tutta la serie di "Andare oltre" evidenzia i vantaggi della flessibilità e dello sviluppo delle competenze trasversali, mettendo in guardia da queste mancanze e dall'iperspecialismo!
sabato 5 maggio 2012
Da Porto per andare oltre!
Notevole interesse hanno suscitato i temi di "Andare oltre" da me proposti durante la XX Semana de Psicologia e de Ciências da Educação presso l'Università di Porto; elevata la presenza alle lezioni e al seminario aperto dal titolo: "Bem-star individual, organizacional e social através avaliaçao e desenvolvimento das competências transversais".
Le prospettive future di collaborazione riguarderanno, in particolare, la formazione, lo sviluppo delle competenze trasversali e la gestione dello stress come bilancio di competenze, da proporre in Portogallo e in altri paesi.
Ringrazio per l'ospitalità e la perfetta organizzazione:
la Prof.ssa Filomena Jordao;
la Prof.ssa Catarina Brandão;
la Coordinatrice Erasmus, Isabel Neves.
Un ringraziamento speciale va al mio compagno di viaggio e collaboratore Salvatore Briffi, per il prezioso e determinante contributo alla traduzione in portoghese.
Dopo aver sostenuto con me la tesi, tradotta anche in lingua portoghese, dal titolo: "Analisi e sviluppo delle competenze trasversali nell'incremento del benessere in ambito socio-lavorativo"; dopo quasi un anno di Erasmus presso l'Università di Porto; dopo circa un anno di esperienza in Brasile e due mesi in Bolivia nelle comunità di recupero delle tossicodipendenze, questa nuova esperienza didattica e formativa all'Università Porto permette a Salvatore di effettuare un notevole salto di qualità nell'ambito della formazione e della conoscenza della lingua portoghese.
lunedì 9 aprile 2012
Andare oltre ... a Porto!
Dal 16 al 20 aprile prossimi presenterò i temi principali di "Andare oltre" in una esperienza didattica, formativa e di ricerca con circa 150 studenti portoghesi frequentanti il secondo e il quarto anno della Facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione dell'Università di Porto, su invito della Prof.ssa Catarina Brandão e di Isabel Neves (Responsabile del Mobility Office). E’ il terzo confronto estero di "Andare oltre", che si prospetta ancora più impegnativo e proprio per questo sempre più stimolante!
sabato 4 febbraio 2012
Parte il nuovo Corso di Psicologia dell'Educazione
Il 13 febbraio prossimo inizia il mio nuovo Corso di Psicologia dell'Educazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Parma. Durerà fino a fine maggio. Quest'anno gli obiettivi del Corso si ampliano anche in relazione ai miei studi a partire dal 1983 e agli attuali interessi nel campo della Formazione:
- Conoscenza e sviluppo delle competenze trasversali dal punto di vista psicologico anche attraverso l'automonitoraggio;
- Capacità di analizzare i contenuti dei mass media in rapporto a differenti soggettività di riferimento;
- Conoscenza degli aspetti teorici e metodologici riferiti all’attività di formazione e ai contesti in cui agisce;
- Capacità di riconoscere le principali emozioni e consapevolizzare le proprie tramite modalità comunicative con cui si esprimono.
Oltre ad alcune esercitazioni di autovalutazione delle competenze trasversali, il programma prevede quest'anno l'utilizzo di brevi filmati, fotografie ed apposite esercitazioni multimediali.
- Conoscenza e sviluppo delle competenze trasversali dal punto di vista psicologico anche attraverso l'automonitoraggio;
- Capacità di analizzare i contenuti dei mass media in rapporto a differenti soggettività di riferimento;
- Conoscenza degli aspetti teorici e metodologici riferiti all’attività di formazione e ai contesti in cui agisce;
- Capacità di riconoscere le principali emozioni e consapevolizzare le proprie tramite modalità comunicative con cui si esprimono.
Oltre ad alcune esercitazioni di autovalutazione delle competenze trasversali, il programma prevede quest'anno l'utilizzo di brevi filmati, fotografie ed apposite esercitazioni multimediali.
sabato 28 gennaio 2012
"Purché ci sia il mare", di Paola Carpinello, a un anno dalla sua edizione
"Purché ci sia il mare", di Paola Carpinello, a distanza di un anno dal suo esordio, è nuovamente presentato oggi dall'autrice, alle ore 17, presso la "Libreria Belgravia" di Via Vicoforte 14d a Torino. Il successo del libro è stato significativo, con vendite costanti lungo tutto l'anno. E come nella serata del 3 marzo 2011, durante la prima presentazione, è attesa la neve a "bagnare l'evento".
venerdì 9 dicembre 2011
Andare oltre ... a Lugano!
In occasione del Convegno "Lavoro (in)sicurezza" del 27 novembre scorso, al Palazzo dei Congressi di Lugano, ho presentato alcuni dei temi principali di "Andare oltre" in rapporto alla sicurezza sul lavoro. L'intervento è ora su You Tube intitolato:
"Se la motivazione è bassa e monetizzo molto il rischio, il rischio di incidente è più elevato". Qui di seguito riporto per argomenti una mia rielaborazione dell'intervento.
- In Psicologia l’attenzione ha forte correlazione con la motivazione, per cui una bassa attenzione nel lavoro ha rapporti con una bassa motivazione verso di esso; fattori “motivazionali” sono per esempio l’interesse per il lavoro, il raggiungimento degli obiettivi, la responsabilità, il riconoscimento dei meriti; fattori invece come la retribuzione sono solamente di “soddisfazione” e non di “motivazione”; è quindi insufficiente puntare solo su quest’ultimo elemento nelle attività lavorative, soprattutto per quelle a più alto rischio: la cosiddetta “monetizzazione del rischio”, ovvero incentivare maggiormente il lavoratore che si espone ad un rischio più elevato, aumenta la probabilità di incidente lavorativo.
- Per l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) occorre tenere conto del modello dei 4 valori: “d’uso, di scambio, simbolico, effimero”; il primo risponde alla domanda “a cosa mi serve”, il secondo “che cosa do in cambio” (in senso generale, per es. economico e personale), il terzo “che cosa rappresenta” (per es. la sicurezza come valore e/o l’appartenenza ad un certo gruppo di lavoro), il quarto “se è di moda”; per un costante utilizzo dei DPI, occorre convincere aziende, gruppi lavorativi e singoli lavoratori a partire dall’ascolto e dalla rilevazione dell’importanza attribuita ai suddetti valori, poiché non deve stupire che per alcuni l’effimero sia il primo fattore di convincimento: da questo elemento si può partire per poi rinforzare successivamente gli altri valori.
- L’importanza del funzionamento del gruppo di lavoro è fondamentale per diminuire la probabilità di incidente lavorativo: l’individuo lasciato solo (personalmente e culturalmente) può esporsi a rischi superiori attraverso atti e comportamenti di sfida del pericolo al fine di attirare l’attenzione del gruppo; allo stesso tempo è rischioso affidarsi a “gruppi naturali”, autoformatisi (per. es. della stessa nazionalità), perché potrebbero non avere sufficiente capacità critica, giustificare eccessivamente i comportamenti dei singoli appartenenti, esporsi esageratamente ai rischi facendo leva sulla forza del gruppo, avere una bassa percezione culturale del rischio.
- Sulla base di quanto detto finora, assume primaria importanza la formazione e lo sviluppo delle “competenze trasversali”: migliorare il funzionamento dei gruppi e, per i singoli, assunzione di responsabilità, autostima-autoefficacia, capacità di utilizzare il gruppo come risorsa, sono tutte competenze migliorabili all’interno e al di fuori del luogo di lavoro, secondo un’armonia “olistica” cara a personaggi come Adriano Olivetti e Francesco Novara, le cui idee, passioni e applicazioni ispirano più che mai la Psicologia applicata al mondo del lavoro.
"Se la motivazione è bassa e monetizzo molto il rischio, il rischio di incidente è più elevato". Qui di seguito riporto per argomenti una mia rielaborazione dell'intervento.
- In Psicologia l’attenzione ha forte correlazione con la motivazione, per cui una bassa attenzione nel lavoro ha rapporti con una bassa motivazione verso di esso; fattori “motivazionali” sono per esempio l’interesse per il lavoro, il raggiungimento degli obiettivi, la responsabilità, il riconoscimento dei meriti; fattori invece come la retribuzione sono solamente di “soddisfazione” e non di “motivazione”; è quindi insufficiente puntare solo su quest’ultimo elemento nelle attività lavorative, soprattutto per quelle a più alto rischio: la cosiddetta “monetizzazione del rischio”, ovvero incentivare maggiormente il lavoratore che si espone ad un rischio più elevato, aumenta la probabilità di incidente lavorativo.
- Per l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) occorre tenere conto del modello dei 4 valori: “d’uso, di scambio, simbolico, effimero”; il primo risponde alla domanda “a cosa mi serve”, il secondo “che cosa do in cambio” (in senso generale, per es. economico e personale), il terzo “che cosa rappresenta” (per es. la sicurezza come valore e/o l’appartenenza ad un certo gruppo di lavoro), il quarto “se è di moda”; per un costante utilizzo dei DPI, occorre convincere aziende, gruppi lavorativi e singoli lavoratori a partire dall’ascolto e dalla rilevazione dell’importanza attribuita ai suddetti valori, poiché non deve stupire che per alcuni l’effimero sia il primo fattore di convincimento: da questo elemento si può partire per poi rinforzare successivamente gli altri valori.
- L’importanza del funzionamento del gruppo di lavoro è fondamentale per diminuire la probabilità di incidente lavorativo: l’individuo lasciato solo (personalmente e culturalmente) può esporsi a rischi superiori attraverso atti e comportamenti di sfida del pericolo al fine di attirare l’attenzione del gruppo; allo stesso tempo è rischioso affidarsi a “gruppi naturali”, autoformatisi (per. es. della stessa nazionalità), perché potrebbero non avere sufficiente capacità critica, giustificare eccessivamente i comportamenti dei singoli appartenenti, esporsi esageratamente ai rischi facendo leva sulla forza del gruppo, avere una bassa percezione culturale del rischio.
- Sulla base di quanto detto finora, assume primaria importanza la formazione e lo sviluppo delle “competenze trasversali”: migliorare il funzionamento dei gruppi e, per i singoli, assunzione di responsabilità, autostima-autoefficacia, capacità di utilizzare il gruppo come risorsa, sono tutte competenze migliorabili all’interno e al di fuori del luogo di lavoro, secondo un’armonia “olistica” cara a personaggi come Adriano Olivetti e Francesco Novara, le cui idee, passioni e applicazioni ispirano più che mai la Psicologia applicata al mondo del lavoro.
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