lunedì 9 aprile 2012

Andare oltre ... a Porto!

Dal 16 al 20 aprile prossimi presenterò i temi principali di "Andare oltre" in una esperienza didattica, formativa e di ricerca con circa 150 studenti portoghesi frequentanti il secondo e il quarto anno della Facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione dell'Università di Porto, su invito della Prof.ssa Catarina Brandão e di Isabel Neves (Responsabile del Mobility Office). E’ il terzo confronto estero di "Andare oltre", che si prospetta ancora più impegnativo e proprio per questo sempre più stimolante!

sabato 4 febbraio 2012

Parte il nuovo Corso di Psicologia dell'Educazione

Il 13 febbraio prossimo inizia il mio nuovo Corso di Psicologia dell'Educazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Parma. Durerà fino a fine maggio. Quest'anno gli obiettivi del Corso si ampliano anche in relazione ai miei studi a partire dal 1983 e agli attuali interessi nel campo della Formazione:

- Conoscenza e sviluppo delle competenze trasversali dal punto di vista psicologico anche attraverso l'automonitoraggio;
- Capacità di analizzare i contenuti dei mass media in rapporto a differenti soggettività di riferimento;
- Conoscenza degli aspetti teorici e metodologici riferiti all’attività di formazione e ai contesti in cui agisce;
- Capacità di riconoscere le principali emozioni e consapevolizzare le proprie tramite modalità comunicative con cui si esprimono.

Oltre ad alcune esercitazioni di autovalutazione delle competenze trasversali, il programma prevede quest'anno l'utilizzo di brevi filmati, fotografie ed apposite esercitazioni multimediali.

sabato 28 gennaio 2012

"Purché ci sia il mare", di Paola Carpinello, a un anno dalla sua edizione

"Purché ci sia il mare", di Paola Carpinello, a distanza di un anno dal suo esordio, è nuovamente presentato oggi dall'autrice, alle ore 17, presso la "Libreria Belgravia" di Via Vicoforte 14d a Torino. Il successo del libro è stato significativo, con vendite costanti lungo tutto l'anno. E come nella serata del 3 marzo 2011, durante la prima presentazione, è attesa la neve a "bagnare l'evento".

venerdì 9 dicembre 2011

Andare oltre ... a Lugano!

In occasione del Convegno "Lavoro (in)sicurezza" del 27 novembre scorso, al Palazzo dei Congressi di Lugano, ho presentato alcuni dei temi principali di "Andare oltre" in rapporto alla sicurezza sul lavoro. L'intervento è ora su You Tube intitolato:
"Se la motivazione è bassa e monetizzo molto il rischio, il rischio di incidente è più elevato". Qui di seguito riporto per argomenti una mia rielaborazione dell'intervento.

- In Psicologia l’attenzione ha forte correlazione con la motivazione, per cui una bassa attenzione nel lavoro ha rapporti con una bassa motivazione verso di esso; fattori “motivazionali” sono per esempio l’interesse per il lavoro, il raggiungimento degli obiettivi, la responsabilità, il riconoscimento dei meriti; fattori invece come la retribuzione sono solamente di “soddisfazione” e non di “motivazione”; è quindi insufficiente puntare solo su quest’ultimo elemento nelle attività lavorative, soprattutto per quelle a più alto rischio: la cosiddetta “monetizzazione del rischio”, ovvero incentivare maggiormente il lavoratore che si espone ad un rischio più elevato, aumenta la probabilità di incidente lavorativo.

- Per l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) occorre tenere conto del modello dei 4 valori: “d’uso, di scambio, simbolico, effimero”; il primo risponde alla domanda “a cosa mi serve”, il secondo “che cosa do in cambio” (in senso generale, per es. economico e personale), il terzo “che cosa rappresenta” (per es. la sicurezza come valore e/o l’appartenenza ad un certo gruppo di lavoro), il quarto “se è di moda”; per un costante utilizzo dei DPI, occorre convincere aziende, gruppi lavorativi e singoli lavoratori a partire dall’ascolto e dalla rilevazione dell’importanza attribuita ai suddetti valori, poiché non deve stupire che per alcuni l’effimero sia il primo fattore di convincimento: da questo elemento si può partire per poi rinforzare successivamente gli altri valori.

- L’importanza del funzionamento del gruppo di lavoro è fondamentale per diminuire la probabilità di incidente lavorativo: l’individuo lasciato solo (personalmente e culturalmente) può esporsi a rischi superiori attraverso atti e comportamenti di sfida del pericolo al fine di attirare l’attenzione del gruppo; allo stesso tempo è rischioso affidarsi a “gruppi naturali”, autoformatisi (per. es. della stessa nazionalità), perché potrebbero non avere sufficiente capacità critica, giustificare eccessivamente i comportamenti dei singoli appartenenti, esporsi esageratamente ai rischi facendo leva sulla forza del gruppo, avere una bassa percezione culturale del rischio.

- Sulla base di quanto detto finora, assume primaria importanza la formazione e lo sviluppo delle “competenze trasversali”: migliorare il funzionamento dei gruppi e, per i singoli, assunzione di responsabilità, autostima-autoefficacia, capacità di utilizzare il gruppo come risorsa, sono tutte competenze migliorabili all’interno e al di fuori del luogo di lavoro, secondo un’armonia “olistica” cara a personaggi come Adriano Olivetti e Francesco Novara, le cui idee, passioni e applicazioni ispirano più che mai la Psicologia applicata al mondo del lavoro.

lunedì 14 novembre 2011

L'efficacia di un metodo formativo e l'universalità delle competenze trasversali

Il Maestro di Arti Marziali Ferdinando Torrano scrive quanto segue.

Ciao Claudio,

ti scrivo questa mail dopo aver partecipato al tuo corso per
manifestarti il mio apprezzamento; credo sia la prima volta, nella mia
esperienza, che si discute in un corso del tema Sicurezza sul Lavoro senza
limitarsi a fornire solo nozioni, norme e aspetti tecnici.
Visto che non credo al valore del semplice apprezzamento fine a se stesso,
esercizio utile a gonfiare l'ego (ma non ho colto in te tale esigenza),
vado nel merito.

Anzitutto ho trovato di grande utilità il linguaggio
usato per esprimere i tuoi concetti e le tue idee, direi un modo di
comunicare divulgativo. Sono convinto che la prima cosa da tenere in
considerazione sia appunto la chiarezza espositiva, sicuramente non
semplice per esprimere concetti anche complessi; con la
semplificazione del linguaggio si corre il rischio della
banalizzazione, ma occorre comunque trovare una sintesi, anche se impresa difficile, tra la complessità del tema e la fruibilità i per non addetti al settore, o meglio, per addetti a settori a volte molto diversi tra loro.

Ho trovato di notevole interesse il discorso sulla trasversalità delle
competenze. Come ben ricordi, durante la lunga chiacchierata nell'ora del
pranzo, ti dissi che sono impegnato in più settori: insegno arti marziali e
ho scoperto che il mio modo di intendere la pratica e l'insegnamento è
molto vicino ai concetti da te espressi; tutte le esperienze e le
competenze specifiche che abbiamo possono essere di supporto e di
arricchimento per altri settori di competenza, anche apparentemente
distanti tra loro.

Credo che ciò dipenda dal fatto che la "tecnica" può essere specifica, ma la
mente umana non solo non può funzionare per compartimenti stagni a seconda
di ciò che facciamo, ma fruisce di conoscenze che fanno parte di un
patrimonio culturale che non ha confini netti; la conoscenza è fluida, si
muove e si arricchisce di ogni esperienza umana, è patrimonio comune; come
nelle arti marziali, il vero percorso di crescita non può e non deve essere
limitato ad un semplice aspetto tecnico, ma ad un modo di intendere la vita
stessa. Il Maestro, nelle arti marziali, deve passare attraverso diversi
stadi di crescita e non deve assolutamente tenere in considerazione solo
un aspetto dell'arte, ma deve osservare in modo "trasversale" l'esperienza
umana nella sua totalità.

Inoltre, notavo che nel tuo corso non eravamo semplici uditori, ma parte
attiva del processo di acquisizione di nuovo sapere, diventando
interlocutori; proprio come nei miei percorsi di insegnamento e pratica, il
Maestro deve aiutare l'allievo a far nascere la conoscenza partendo da sé,
dalle proprie sensazioni, come se la conoscenza fosse già dentro di noi.
Credo che sia molto vicino al concetto della "Maieutica Socratica", lontana
dal tentativo di persuadere l'interlocutore e forse anche vicino all'archetipo dell'inconscio collettivo di Jung, un terreno caro a te e me.

Concludendo, a partire da un corso sulla Sicurezza nel Lavoro, gli spunti da
te forniti possono permettere di spaziare: non ho problemi a dirti che
alcuni concetti da te espressi mi saranno utili nell'insegnamento delle
arti marziali e nella ricerca TRASVERSALE di competenze che essa impone.

Ferdinando Torrano
Maestro di discipline israeliane di difesa personale e combattimento KRAV MAGA e KAPAP, specializzato per l'insegnamento alle forze dell'ordine e militari.
Sito www.imaacademy.it

venerdì 14 ottobre 2011

Francesco Paula Palumbo "pittore del mese" a tre anni dalla scomparsa

Mio padre, l'artista Francesco Paula Palumbo, è ricordato anche quest'anno come "pittore del mese" dall'amico e pittore Piero Masia nel sito www.artecity.it.
A tre anni dalla scomparsa (22 ottobre 2008), il ricordo è sempre vivo e la sua arte continua ad incantare coloro che si avvicinano alle sue tele.
Continuiamo a progettare iniziative artistiche in diversi settori, per esaltare la creatività di cui era portatore, la sua personalità e la sua produzione artistica.

giovedì 23 giugno 2011

Andare oltre 3 - Interpretazione del rapporto tra soggetto e mass media



Siamo a “3”!
È un’emozione ritornare su argomenti di cui mi sono occupato per circa quindici anni: dal 1983 al 1998.
Le mie recenti proposte formative, inserite nel primo e nel secondo “Andare oltre” (Palumbo, 2006; 2010), analizzano le competenze trasversali e tendono a far emergere, in una prospettiva di benessere psicologico, il profilo comportamentale “30/70” (significativa prevalenza del fattore flessibilità) come via di mezzo tra chi a grandi linee non è motivato a far progredire le proprie competenze (“10/90”, significativa presenza del fattore instabilità) e coloro che prediligono soprattutto lo sviluppo delle competenze innate (“50/50”, significativa presenza del fattore rigidità).
In questo “Andare oltre 3”, si troveranno riferimenti a tale modello, poiché 10/90, 30/70 e 50/50 sono anche tre modi di leggere la realtà del rapporto soggetto/mass media. Si tratta di un nuovo approccio (da me studiato, come detto all’inizio, fin dal 1983), che vede nei concetti di “credibile, manipolatorio e simulacrale” un “modello trasversale” applicabile alla generalità dei mass media (stampa, televisione, web…). Esso prevede soprattutto un soggetto destinatario capace di riconoscere le diverse tipologie di messaggio secondo lo stile 30/70, un profilo o un fattore di benessere psicologico che mi propongo di implementare in tutte le mie proposte formative.

(Dalla quarta di copertina del libro: "ANDARE OLTRE 3 – Interpretazione del rapporto tra soggetto e mass media"; autore: Claudio Palumbo; editore: Santa Croce, Parma; anno e mese della prima edizione: giugno 2011).

In copertina: Francesco Paula Palumbo, “Iperrealismo” o anche “La saturazione dello spazio”, olio su tela cm. 70x50.